giovedì 13 novembre 2014

Liebster Award


Ciao a tutti. Spezzo un attimo la mia catena d'illustrazioni per condividere un altro tipo di catena, la nomina Liebster Award.
Ho ricevuto, infatti, la prima nomina per Liebster Award dalla poetessa Maria Todesco; come di regola risponderò alle 11 domande e dirò 11 cose di me. In fine nominerò a mia volta qualcuno ponendo delle domande anche a lui e la catena continuerà. Normalmente odio le catene, ma questa sembra interessante. Purtroppo ho poco tempo quindi stacco un attimo dagli impegni rispondendo il più brevemente possibile :)

1- Qual è il sacrificio più grande che hai fatto per amicizia o per amore? Questa è una domanda difficile, sinceramente non lo so, quando ho fatto qualcosa per amore o amicizia non mi è mai riuscito considerarlo un vero e proprio sacrificio, alla fine lo fai volentieri credo.

2- Qual è il primo ricordo che hai della tua esistenza? A impatto quando ho imparato ad allacciarmi le scarpe, avevo tre anni; e il fiocco vero, mica quello del coniglietto! Ahahah

3- Il primo libro che pensi di aver letto? Ero piccolissima, forse Biancaneve dal libro pop-up, non la versione originale ovviamente XD Oppure Riccioli d’oro e i tre orsi.

4- La tua creazione più bella? Ehm… sono molto autocritica quindi è difficile dirlo; forse la tela con la Sig.ra Rino e il Tupaia, è da loro che ho capito quanto mi piace illustrare gli animali un pochino antropomorfizzati.

5- La materia migliore e quella peggiore dei tempi della scuola? La migliore educazione visiva, la peggiore storia (m’interessa tanto ma non riesco a farla entrare nel cervello; forse non mi piace abbastanza , o forse ci sono troppe date e nomi, è un supplizio per me D: )

6- Tra dire e fare … C’è di mezzo il mare! Di solito si dice così; nel mio caso se sono cose serie e concrete quando dico una cosa poi la faccio anche, magari coi miei tempi ma sarà fatta! Per le cose più stupide il detto vince XD

7- La tua canzone ossessione del momento? Al momento non c’è, ma a volte mi sveglio la mattina con una canzone in testa che non si toglie nemmeno se ne sento un’altra o peggio dopo l’altra diventa il tormento, soprattutto quando sono canzoni che odi.

8- Il ricordo più piacevole che conservi? Ho la fortuna di poter dire che ce ne sono stati molti, è difficile scegliere il migliore, così come sarebbe scegliere il peggiore; ma ci sono stati ed è questo che conta :)

9- Giusto per non essere squilibrati, parla anche del più spiacevole. Ahaha senza rendermene conto ho già risposto, quindi vale il discorso precedente, salvo per il fatto che se questi non ci fossero stati sarebbe stato meglio, ma la vita è fatta anche di momenti brutti

10- Cosa vorresti “tramandare” in questo blogger? Utilizzo il mio blog come portfolio per le miei illustrazioni, ma chissà, spero possa servire ad altri per trasmettere sentimenti attraverso il colore e l’immagine in generale. Alla fine è quello che voglio fare come illustratrice, nonostante sia un mestiere commerciale (se così si può dire) non voglio vendere me ma mi piacerebbe che le mie illustrazioni trasmettessero sentimentalmente qualcosa, anche solo a livello inconscio, come lasciare un segno, ma discreto e non invadente.

11- Racconta una barzelletta. Io e le barzellette … ahah, non sono proprio in grado, a volte mi sento io una barzelletta. Mi limito a barare e a raccontare quella di Anna, la mia cuginetta di sei anni. Se non ricordo male diceva: Ci sono tre mosche e una mucca. Una mosca si mette a dormire nel naso della mucca, un’altra nell’orecchio e la terza nel sedere (ebbene sì). La mattina la prima dice “ho dormito abbastanza bene era morbido, non fosse per delle cose che mi solleticavano”. La seconda dice “ho dormito male, c’era umido e appiccicoso. E la terza “nella mia stanza si stava benissimo, c’era l’aria condizionata!”. Mi scuso con chi la conosce, sì, l’ho un po’ reinventata ma il senso c’è, vi ho avvertiti!

E ora le undici cose di me:

1. D’istinto faccio alcune cose tre volte, o anche nove, perché è tre volte tre (es. quando mi metto il burrocacao). Quando ho visto Sheldon Cooper bussare tre volte e andare in crisi quando non poteva finire ho pensato che forse avevo un problema ahah, e questo porta alla seconda cosa di me.

2. Forse sono pazza. Ma in senso positivo dai.

3. Amo guardare film e serie tv, leggere e i videogiochi.

4. Se mi metto d’impegno a fare qualcosa sono veloce ma precisa.

5. Il problema è trovare l’input per farle.

6. Se mi deprimo mi annoio e faccio tristezza da sola, quindi mi sgrido e mi rimetto subito all’opera.

7. Mi piace viaggiare. Come tanta gente credo. Ma purtroppo non ho ancora visto molti luoghi, credo si possano contare sulle dita delle mani (tutte e due, è già qualcosa).

8. Non sopporto i bambini prepotenti, urlanti e viziati. Odio anche gli adulti così, ma il bambino riesce sempre a dare il meglio di sé in ogni campo.

9. Ho smesso di mangiare le unghie a 14 anni. Sette anni di tortura per queste poverine che a stento sopravvivono. Ma dalla stessa età mangio i polpastrelli, a volte ho il dubbio di non avere impronte digitali.

10. I miei capelli non collaborano, ma a volte troviamo compromessi accettabili.

11. Ho una cagnolina ormai anziana molto pacifista: se vede persone, anche che non conosce, litigare o scherzare dandosi spinte abbaia a più non posso. Se fosse umana la immagino come la classica vecchietta brontolona che vuole godersi la sua pace in silenzio perché solo e soltanto lei può fare del casino. Ma sarebbe la vecchietta più buona e dolce del mondo, così come lo è nella sua versione originale <3 p="">
A questo punto siamo alle nomine, tutte persone che hanno il loro da fare quindi non pretendo una risposta, né tantomeno la continuazione di questa catena, ma apprezzo nominarle lo stesso :

-  Marcella Andreani con “Fiabe il Analisi”: il suo blog è una valanga d’informazioni interessanti sulle fiabe e tutto quello che si può raccontare.
- Elisa Rocchi , con le sue illustrazioni colorate e giocose.
-  Irene Penazzi in “Ficosecco”, altra illustratrice, dal segno fresco e sintetico.
-  Manuela Santoni in“Pochi istanti nella lavatrice”, con il suo comic style (ahahah, sì, ti prendo in giro, sai che ti adoro e adoro i tuoi personaggi pazzi; mi vuoi bene lo stesso vero?! :D )
-  Giulia Bellè , un’elegante immersione nel mondo teatrale con scenografie, foto e dettagli raccontati.

Le domande che vi faccio sono:

1. Qual è uno dei tuoi attori preferiti? (Giulia, Robert Downey Jr non è valido :p)
2. Qual è una delle tue attrici preferite? (Sì, forse queste le ho pensate per due persone in particolare eheh)
3. Descrivi con tre aggettivi il tuo lavoro o quello che penserai sarà il tuo lavoro in futuro.
4. Ti piacciono i bambini? Dimmi il perché sia che sia sì, sia che sia no.
5. Che libro ti viene in mente leggendo questa domanda?
6. Ti è piaciuto o no il libro che mi hai detto?
7. Quale oggetto compri più spesso? Non vale il cibo, mangiamo tutti. Intendo più quelle cose che quando ne compri una tua mamma o il tuo ragazzo ti dice “ancora? Ma non ne hai abbastanza?”
8. Quale pensi sarà il tuo prossimo viaggio?
9. Per non sentirmi la sola psicopatica: descrivi una tua fissa strana, tipo la mia del tre, sei, nove.
10. Chiudo con l’argomento di apertura: qual è uno degli attori che odi di più?
11. Qual è una delle attrici che odi di più?

domenica 14 settembre 2014

Gli Orsi

Approfondendo la nuova tecnica, nell'attesa d'inventare un altro progetto, ecco un'esercitazione.



lunedì 5 maggio 2014

L'Orso nuotatore


L'Orso nuotatore.
Acquerello ed elaborazione digitale.

( https://www.facebook.com/ILLUSTRATI.logos/photos/a.10152365804456591.1073741920.234296331590/10152395407536591/?type=3&theater
Purtroppo l'immagine nel link vi risulterà differente poiché ho fatto una modifica in un secondo momento. )



Tutti gli orsi sono nuotatori provetti, ma lui più di tutti. Una delle due illustrazioni che ho eseguito per la selezione di Luglio della rivista Illustrati:

Apriamo di nuovo la selezione dal 17 aprile al 1 giugno 2014
ILLUSTRATI di luglio: IL NUOTATORE
 “Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: "Ho bevuto troppo ieri sera" Si poteva udire i parrocchiani che lo bisbigliavano all'uscita della chiesa, si poteva udirlo anche dalle labbra del parroco, mentre si infilava faticosamente la tonaca nel vestibolo, si poteva udirlo nei campi di golf e di tennis, e anche nella riserva per la protezione della fauna, dove il presidente della locale associazione ornitologica era in preda a una feroce emicrania. "Ho bevuto troppo" gemeva Donald Westerhazy. "Tutti abbiamo bevuto troppo" gli faceva eco Lucinda Merrill. "Dev'essere stato il vino" osservava Helen Westerhazy. "Ne ho bevuto troppo di quel vino rosso." Ciò avveniva ai bordi della piscina di casa Westerhazy. La piscina, alimentata da un pozzo artesiano con un'alta percentuale di ferro, aveva l'acqua d'un pallido colore verdastro. Era una bella giornata. A occidente si vedeva una massiccia formazione di nuvole cumuliformi, ed era così simile a una città vista in lontananza dalla prua di una nave che s'avvicina, che si sarebbe potuto darle un nome, Lisbona o Hackensack. Il sole era caldo. Neddy Merrill era disteso vicino all'acqua verdognola, una mano immersa nell'acqua e l'altra stretta intorno a un bicchiere di gin. Era un uomo snello, con quella particolare snellezza della gioventù, e pur essendo tutt'altro che giovane, quel mattino era scivolato giù dalla ringhiera di casa sua, dando poi una pacca sul sedere della statua in bronzo di Afrodite sul tavolino nell'atrio mentre trotterellava verso l'odore del caffè in sala da pranzo. Merrill poteva essere paragonato a una giornata d'estate, in particolare alle sue ultime ore, e anche se non aveva una racchetta da tennis né una borsa da vela, evocava un'immagine di gioventù sportiva e di tempo clemente. Aveva appena finito di nuotare e ora respirava profondamente, come se volesse mandar giù nei polmoni tutte le componenti di quel momento, il calore del sole e l'intensità del suo piacere; sembrava che tutte venissero aspirate dentro il suo petto. Abitava a Bullet Park, una quindicina di chilometri a sud, dove le sue quattro splendide figlie dovevano aver terminato di pranzare e stavano forse giocando a tennis. In quel momento gli venne l'idea che, seguendo un percorso ad angolo in direzione sud ovest, sarebbe potuto arrivare a casa sua a nuoto.” – IL NUOTATORE di John Cheever.
https://www.facebook.com/notes/illustrati/il-nuotatore-selezione-luglio-2014/10152341099667692 )