mercoledì 1 febbraio 2017

NON è un San Valentino


No, questo post non è un San Valentino. La scelta del cuore e del titolo sono fuorvianti proprio per attirare la vostra attenzione. L'80% della popolazione è attratto da questo argomento, che ami questo giorno di festa o che non lo ami.
Se, per esempio, avessi intitolato il post "Cuori infranti" o "L'amore" o ancora "I lieto fine", probabilmente non mi avreste letta. Magari non lo farete neppure adesso ma non si sa mai.

Questo blog è nato come "presentatore" delle mie illustrazioni. Ma oggi voglio parlare di un film, un film che ho visto molto di recente. Non dirò il titolo, non voglio rischiare spoiler. 

Quando ho finito di vedere questo film ero "delusa", ma capisco ora che mi sono solo immedesimata troppo in uno dei protagonisti.

Il film mi stava piacendo per diversi motivi: i protagonisti sono attori che mi piacciono molto, l'atmosfera era molto romantica e sognante, ma senza quella vena leziosa che mi fa salire gli zuccheri alle stelle. Apprezzo molto quando si riesce a creare quest'atmosfera senza orribili cliché, come avviene in quelli che io e mia sorella chiamiamo "i film della domenica" (vi rientrano le commedie da quattro soldi e i fantasy di serie b).
Per me il film era finito con "l'arrivederci" dei protagonisti. Non era un vero lieto fine ma avrebbe lasciato a noi il potere di decidere. Nella mia testa per esempio, si sentivano di tanto in tanto, finché un giorno non si ritrovavano.
Invece, gli sceneggiatori hanno scelto un destino diverso. Ci hanno trascinato in un romanticismo perfetto privandocene "cattivamente" sul più bello. Non si fa così, avevo pensato. Non si distruggono così i cuori romantici. Ogni tanto è bello il lieto fine, fa bene al cuore ❤ .

Sono la prima ad amare nel film il finale inaspettato, ma ho sofferto a vedere come finale un viaggio mentale del "sarebbe stato così se...", un viaggio mentale dettato da un senso di colpa che non doveva esistere. Ma, un viaggio mentale bellissimo, una scena toccante che ti entra nel profondo se sei in grado di lasciarti andare. Un viaggio mentale che ti fa entrare direttamente nella testa del personaggio. In quel momento SEI lui che STA viaggiando nel mondo del Se.
Mi rendo conto ora che nella stessa situazione anch'io avrei fatto quel viaggio mentale, mi trovo affine in un certo senso a quel personaggio. Devo essermi immedesimata troppo, per questo ci sono rimasta male.

Forse il regista e gli sceneggiatori volevano proprio questo, chissà.
Forse è soltanto che i protagonisti ci hanno messo anni a metabolizzare gli avvenimenti, noi in pochi minuti come potremmo farlo?!

Quindi boh, dopo tutte queste considerazioni, dopo aver "fatto il mestolino" e balbettato tristemente "ma...ma...poverino", forse invece questo film mi è piaciuto comunque. Anzi, affermo che sì, mi è piaciuto, e molto.

E soprattutto, se la prende con filosofia il protagonista perché devo farmi problemi io?

Cest la vie ❤

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